Bordei
Camedo
Intragna
Ponte della Valascia

Progetto Parco Nazionale del Locarnese

Il Progetto Parco Nazionale del Locarnese è promosso da:

Comuni: Ascona, Brissago, Bosco Gurin, Centovalli, Losone, Onsernone, Ronco s/Ascona e Terre di Pedemonte

Patriziati: Ascona, Terre di Pedemonte con Auressio, Tegna, Losone, Bosco Gurin, Brissago, Ronco s/Ascona, Patriziato generale di Onsernone, Comologno, Palagnedra con Rasa, Borgnone, Intragna Verdasio e Golino

 

Cos’è il Parco?

Il Parco è un progetto che nasce dai Comuni e dai Patriziati su un territorio di grande naturalità e qualità paesaggistica. Il Parco propone una visione di sviluppo duplice che sposa la libera evoluzione della natura nelle zone centrali e la promozione economica della regione nella zona periferica.

Favorisce la convivenza tra uomo e natura, dando al territorio e a chi lo abita, tramite il marchio Parco Nazionale, una maggiore visibilità e delle risorse a favore di uno sviluppo socio-economico qualitativo per la durata di 10 anni, rinnovabili con il voto.

 

Perché Comuni e Patriziati propongono alla cittadinanza di fare un Parco?

Perché è il miglior strumento di sviluppo territoriale disponibile, capace di rispondere alle esigenze della nostra regione, ossia dare valore al territorio sempre più in evoluzione naturale e portare risorse per permettere alle comunità di continuare a viverci e prendersene cura.

Nel secolo scorso le zone periferiche del Locarnese hanno visto gran parte della loro popolazione partire verso luoghi dove è più facile coltivare, produrre, lavorare. La comunità si è ritirata e le attività economiche produttive si sono ridotte. Di conseguenza la natura selvaggia avanza velocemente, non più addomesticata ai bisogni di un’agricoltura rurale di sussistenza.

A questo cambiamento epocale si aggiunge la soppressione degli aiuti federali agli investimenti per le regioni di montagna (LIM) che mette queste regione ormai definite a “basso potenziale economico” sempre più in difficoltà a promuovere e sostenere iniziative di sviluppo locale all’infuori della minima gestione ordinaria.

Per rispondere a queste sfide i Comuni e i Patriziati hanno scelto il Parco nazionale di nuova generazione.

 

Progetti realizzati

Il Progetto di Parco, già in fase di progettazione, ha avuto il privilegio di avere mezzi finanziari e del personale per lavorare a stretto contatto con la popolazione, e capire come sostenere in modo flessibile ed efficace la realizzazione di iniziative e progetti promossi da abitanti, associazioni e enti in base ai loro bisogno. Sono stati finora sostenuti ai tre livelli oltre 130 progetti concreti come nuovi alpeggi, rifugi alpini, itinerari o sentieri ripristinati, terrazzamenti, manufatti, nuovi prodotti gastronomici, caseifici, visite guidate, giornate didattiche, trekking, apertura di nuovi pascoli, solo per citarne alcuni. Molti di questi sono già stati ultimati, altri sono in corso d’opera.

Questa esperienza ha permesso di confermare che il futuro parco nazionale potrà essere un partner importante nello sviluppo sostenibile, e sostenere iniziative negli ambiti come il paesaggio, l’agricoltura e la biodiversità

  • l’educazione ambientale, la cultura e la ricerca
  • l’economia, il turismo e la mobilità

 

Come il Parco sostiene il territorio

Il Parco è uno strumento che si aggiunge ai contributi e aiuti provenienti dalle politiche di sviluppo cantonali e federali. In questo senso, il Parco è come la quarta gamba di una sedia in particolare nelle regioni periferiche dove la gestione del territorio è particolarmente impegnativa.  I progetti possono beneficiare di 3 tipi di sostegno da parte del Parco: un contributo finanziario, un aiuto nelle attività di pianificazione e di coordinamento e/o un aiuto nelle attività di comunicazione e di promozione. Il promotori locali possono trovare nel Parco un sostegno concreto e mirato alle loro iniziative.

 

Gestione del Parco

Il Progetto Parco Nazionale del Locarnese è promosso e gestito dagli 8 Comuni e i 12 Patriziati del territorio con il sostegno dell’Ente Regionale di Sviluppo.

Il futuro Parco nazionale del Locarnese continuerà come oggi ad essere gestito dai Comuni e dai Patriziati attraverso l’Associazione che sarà istituita dopo la votazione.

All’Associazione i Comuni affideranno, stipulando con essa una convenzione, il compito di gestire il parco per dieci anni sulla base del piano di gestione. Sarà un’ulteriore votazione popolare che deciderà se l’Associazione riceverà un nuovo mandato della validità di altri dieci anni. Non fosse il caso essa cesserà di esistere.

 

Cosa porta il Parco?

Il Parco è

 

  • maggiore autonomia finanziaria e progettuale, e di riflesso una maggiore libertà per decidere del proprio futuro.
  • capacità di lavorare assieme, creando sinergie e mettendosi in rete con altre realtà a favore di nuove capacità, opportunità e visioni.
  • il prestigio del marchio Parco Nazionale permette un miglior posizionamento del territorio nel contesto svizzero e alpino, a favore di una maggiore visibilità a livello nazionale e internazionale.
  • nuove risorse che hanno effetti diretti e indiretti sulla creazione di posti di lavoro, sulla possibilità di proporre nuovi progetti e idee.
  • nuovi posti di lavoro: gestione del Parco con la creazione di circa 20 posti di lavoro diretti e di numerosi altri posti di lavoro indiretti nell’ambito delle attività di gestione del territorio che saranno sostenute dal Parco.
  • un indotto medio di 5-6 franchi per 1 franco investito: questa è l’esperienza di Parchi Nazionali in Svizzera e nel mondo.
  • 20 milioni di franchi l’annuo è l’indotto economico indiretto stimato per la regione.
  • mantenere e tramandare il patrimonio paesaggistico, storico e culturale della comunità grazie a nuove risorse.
  • maggiore sensibilizzazione ai temi della natura e della sostenibilità.
  • una piattaforma per la ricerca a livello nazionale, favorendo la presenza di istituti di ricerca e di ricercatori nella regione.
  • 5,2 milioni di franchi all’anno, 52 milioni di franchi nei primi 10 anni di attività, che lavorano nel nostro territorio.
  • un finanziamento garantito dalla Confederazione (60%), dal Canton Ticino (23%), da sponsor, fondazioni e prestazioni proprie (14%) e dai Comuni coinvolti (3%).
  • investire 3% e riceverne 97%, ossia 10 franchi all’anno per abitante versato dai Comuni e 97% dall’esterno

 

Cosa è la Carta del Parco?

La Carta del Parco è composta da:

  • il Contratto del Parco in cui si trovano lo statuto del futuro ente gestore, la convenzione tra ente gestore e i Comuni e il Regolamento della zona centrale
  • il Piano di gestione decennale del Parco, che descrive il territorio del parco e le sue particolarità, definisce gli obiettivi strategici e territoriali del parco, stabilisce un preventivo, le risorse e chi vi contribuisce.

 

Cosa voto? Su cosa posso esprimermi?

I residenti di ogni Comune interessato dal progetto potranno votare per l’adesione del proprio Comune al Parco per 10 anni. I Comuni che avranno una maggioranza positiva faranno parte del Parco, coloro che lo bocceranno alle urne ne saranno esclusi. La Carta del Parco definitiva sarà presentata a primavera dai Comuni alla popolazione e sottoposta al voto popolare probabilmente il 10 giugno 2018.
Un Parco di nuova generazione combina promozione a protezione

Il progetto di Parco Nazionale del Locarnese si appoggia su una base legale (la Legge della protezione della natura e la sua Ordinanza dei Parchi d’importanza nazionale OPar) che prevede la creazione dei parchi di nuova generazione i quali integrano la promozione economica alla protezione della natura. Il Parco del Locarnese è concepito da Comuni e Patriziati con una procedura democratica partecipativa e con l’obiettivo di creare un parco in cui uomo e natura possono convivere e approfittare uno dell’altro.

Si tratta dunque di un parco diverso dal parco Nazionale Svizzero engadinese, creato oltre 100 anni orsono sulla base di un decreto federale specifico, senza una procedura partecipativa e con il solo obiettivo di creare una riserva naturale integrale.

 

Cosa si può fare nel Parco?

Nella zona periferica del Parco, che rappresenta il 72% del territorio, valgono le regole attuali e dunque si possono continuare le attività come oggi quali l’agricoltura, la pesca, la caccia, la raccolta di funghi, la selvicoltura, gli sport, le attività di costruzione e manutenzione del patrimonio edilizio, la manutenzione e miglioramento della rete stradale, ecc. Per la zona periferica sono previsti incentivi e sostegni per promuovere la qualità del paesaggio che già oggi caratterizza queste aree.

Nella zona centrale, che rappresenta il 28% del territorio, sarà possibile mantenere le attività degli alpeggi tradizionali, sarà possibile camminare sui 110km di sentieri esistenti, su alcuni anche con i cani al guinzaglio, sarà possibile usufruire di capanne e rifugi, sarà possibile mantenere i rustici esistenti, sarà possibile praticare le vie di arrampicata segnalate, sarà possibile sorvolare la zona come oggi. Non sarà per contro possibile uscire dai sentieri, andare in bicicletta, raccogliere bacche, funghi, e minerali se non per motivi scientifici, praticare la selvicoltura, pescare e cacciare all’infuori delle attività di regolazione del cinghiale permesse sulla base di uno specifico regolamento. Le aree già oggetto di tutela, quali le bandite di caccia e le riserve forestali sono integrate nella zona centrale e ne rappresentano una porzione importante (ca. 40% zona centrale già Bandita di caccia, ca. il 24% della zona centrale è già Riserva forestale).

 

I rustici

Non cambia nulla rispetto ad oggi, sia nella zona periferica che nella zona centrale. Proprietà, accessibilità e regolamenti esistenti non vengono modificati dal Parco. Per tutte le questioni edilizie, le domande di costruzione, le richieste di sussidio, etc. la legge e gli strumenti pianificatori rimangono quelli attualmente in vigore e sono gestiti direttamente dal proprio Comune o dal Cantone attraverso gli strumenti legali in vigore (PUC-PEIP, … ).

 

La mobilità sostenibile

Per evitare un incremento di traffico nella rete viaria del Parco e per mantenere un giusto equilibrio tra le esigenze della popolazione e quelle dei visitatori, il Parco promuove l’arrivo e la visita della regione unicamente con i mezzi di trasporto pubblici, che già coprono bene il nostro territorio. Con l’evolversi della situazione, in caso di maggiore affluenza, potranno essere aumentate le frequenze e le corse, gli orari secondo la stagione, etc. Questo permetterà di rendere il mezzo di trasporto pubblico più performante ed attrattivo sia per gli abitanti che per gli ospiti.

 

Ritratto del Parco

Il punto forte del territorio del Parco è la sua grande diversità di ambienti, paesaggi e culture racchiusa in poco spazio dovuta alla conformazione accidentata e alla presenza di forti cambiamenti di quota in pochi chilometri. In soli 35km, dalle Isole di Brissago punto più basso della Svizzera con 193m fino ai 2’863m del Wandfluhhorn (Pizzo Biela) sopra il villaggio Walser di Bosco Gurin, si passa dal clima sub-tropicale del Lago Maggiore al clima alpino. Al centro, il cuore del Parco sono i vasti complessi forestali di bassa quota e in evoluzione naturale delle Centovalli e dell’Onsernone, un patrimonio naturalistico di grade valenza, impreziosito dall’inestimabile patrimonio paesaggistico costruito e tramandato dalla società rurale.

 

I numeri del Parco

Superficie totale 218 km2
Zona periferica 157 km2 pari al 72%

 

Favorevoli al progetto:
info@parconazionale.ch
www.parconazionale.ch
+4191 751 83 05

Abitanti per il Parco:

https://www.apip.ch/

Contrari al progetto:
http://noalparco.ch/site/